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Farmaci di marca e generici, tra analogie e criticità

medicinali griffati e genericiAbbiamo parlato recentemente di farmaci originali e generici e torniamo sull’argomento in quanto abbiamo ricevuto delle note dall’Avv. Castelnuovo, che ha approfondito la questione e messo in luce le differenze tra i due tipi di farmaci e le criticità.
L’avvocato ci tiene a ricordare che gli studi di bioequivalenza, necessari per l’immissione nel mercato dei farmaci generici, sono basati su una “fictio iuris”, ossia un fenomeno giuridico, per il quale una norma viene applicata ad una fattispecie diversa da quella per cui era stata posta, fingendo che si siano verificati i presupposti di fatto di questa, definizione tratta dalla Treccani.
Infatti questi studi vengono effettuati su (pochi: il minimo è 12) volontari sani, maschi, che assumono una sola dose del farmaco di riferimento, vengono poi sottoposti a wash-out, assumono poi una dose del farmaco test e via incrociando.
La fattispecie è scientificamente fondata, sia chiaro, ma non si può non tenere in considerazione anche la sua applicazione. Pur riconoscendo la funzionalità allo scopo di questi studi, è bene ricordare che i destinatari effettivi finali del farmaco che poi viene messo in commercio non sono maschi sani, giovani, che assumono una sola dose di farmaco, perfettamente controllati in un laboratorio, bensì, molto più probabilmente, pazienti cronici che lo prendono tutti i giorni, in combinazione con tanti altri farmaci per le altre patologie di cui i pazienti (soprattutto quelli anziani, cioè la maggior parte) soffrono.
Consideriamo anche che può capitare che magari ogni tanto il paziente sbagli e prenda due volte lo stesso farmaco semplicemente perché si ritrova in casa due scatole diverse contenenti compresse di colore e forma diversa, anche se contengono lo stesso principio attivo.

Un’altra osservazione sui farmaci equivalenti è la seguente: in un ipotetico paese di Bengodi o nel migliore dei mondi possibili nel quale non ci sono problemi finanziari, la tematica del farmaco generico semplicemente non esisterebbe in quanto non esisterebbe l’esigenza di avere un farmaco con la medesima composizione qualitativa e quantitativa di principio attivo ma a prezzo ribassato, perché il paziente avrebbe semplicemte l’esigenza del farmaco giusto per la propria patologia, prescritto da un medico che non abbia alcun tipo di influenza che non sia quella della pura scienza, il tutto (ovvio) pagando meno possibile.
Sostanzialmente il farmaco generico è un tema di natura legale e finanziaria e non anche, non solo, di natura scientifica.
Non essendo nel Bengodi e neppure nel migliore dei mondi possibili, ciò non avviene. Da noi la spesa farmaceutica viene sostenuta in grandissima parte dal servizio sanitario nazionale con denaro pubblico, perciò i criteri di razionalizzazione della spesa e di risparmio (e di “non spreco”, soprattutto ) sono fondamentali e non possono essere ignorati, anzi.
Il farmaco generico fa risparmiare, questo è il punto fondamentale di tutta la querelle tra farmaco generico e di marca.

La tematica dei farmaci LASA (look alike – sound alike) è molto complessa, esistono normative ministeriali ben fatte e sicuramente efficaci, ma tuttavia bisogna considerare che il paziente non è un esperto di farmacia e di norme giuridiche.
Per questi motivi è bene accompagnare il fruitore del farmaco per mano nel percorso quotidiano di assunzione di diversi farmaci cercando di evitare il più possibile che l’errore accada e che le cattive abitudini prendano il sopravvento.
La complicazione e la confusione contribuiscono in maniera significativa all’abbandono delle terapie e quindi alla sostanziale inefficacia delle stesse.
Ribadiamo che queste sono le considerazioni dell’Avv. Castelnuovo, che con il suo utile contributo ci aiuta a sviscerare la questione, motivo per il quale prossimamente dibatteremo questo tema.

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