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Farmaci antidiabetici orali: nuovi inibitori in fase di avvio

farmaci antidiabeticiIn principio era la glicemia. Mantenere normali i valori del glucosio nel sangue è il cardine della cura del diabete, la malattia caratterizzata da un’alterazione del ‘consumo’ di questo zucchero – la “benzina” che fa funzionare il corpo umano – dovuta alla totale (diabete di tipo 1) oppure alla parziale assenza o resistenza all’azione (diabete di tipo 2) dell’ormone insulina, che favorisce appunto l’utilizzo del glucosio da parte dell’organismo. Nel diabete di tipo 1 si interviene somministrando direttamente l’insulina, nel tipo 2 con farmaci per bocca, più o meno associati fra loro e/o con l’insulina.

“Una volta, quando non disponevamo di tutte le classi di farmaci antidiabetici di cui oggi possiamo fare buon uso, il primo, e a volte unico, pensiero del medico era riportare e mantenere il valore della glicemia il più possibile vicino alla normalità”, spiega Carlo Giorda, Presidente dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD). “Il diabete, tuttavia è una malattia molto complicata, dove la glicemia è solo uno dei problemi, perché i meccanismi messi in funzione dai livelli troppo alti di zucchero nel sangue e dalla scarsa attività dell’insulina sono molti e portano, se non tenuti costantemente sotto controllo, alle gravi complicanze della malattia: infarto, ictus, insufficienza renale e dialisi, danni alla vista, amputazioni degli arti”, interviene Sandro Gentile, Direttore Centro studi e ricerche AMD e Presidente del 6° Convegno del Centro studi e Fondazione AMD in corso a Napoli.

Oggi la ricerca farmacologica ha messo a disposizione ben otto classi di farmaci con meccanismi d’azione molto diversi tra loro: dalla metformina, messa a punto oltre 50 anni fa, ma ancora farmaco di riferimento per la cura del diabete di tipo 2, ai più recenti inibitori del DPP-4, dei quali prossimamente arriverà l’ultimo nato, linagliptin, ben tollerato anche nei pazienti anziani e con disturbi renali, alle ultime insuline caratterizzate da un’importante riduzione del rischio di ipoglicemia, come degludec attesa per la fine del prossimo anno.

Permettono di curare “su misura” ogni tipo di persona con diabete. “E’ il concetto di personalizzazione della terapia, che permette a noi medici di intervenire su ciascuno con un’associazione diversa di farmaci, in base alle caratteristiche di ogni persona che abbia il diabete”, prosegue Giorda. Che aggiunge come: “proprio AMD ha ideato lo scorso anno un algoritmo di cura, ossia un percorso di individuazione del profilo di ogni persona con diabete, sulla base dei fattori di rischio per sviluppare le complicanze della malattia, con i corrispondenti suggerimenti di intervento farmacologico da attuare, che è stato lo spunto che ha portato le principali società scientifiche internazionali a emanare analoghe raccomandazioni e linee guida”.

“Oggi è in arrivo la nona, e molto attesa, classe di farmaci antidiabetici orali: gli inibitori del SGLT-2, una sostanza che nel rene favorisce il recupero del glucosio eliminato dal sangue perché in eccesso, ma preziosissimo per il funzionamento degli organi e in particolare del cervello. Questi farmaci agiscono in maniera del tutto innovativa e complementare agli altri – spiega Giorda – favorendo l’eliminazione del glucosio in eccesso con le urine, agendo come veri e propri ‘diuretici’ dello zucchero, non provocando aumento di peso e migliorando il controllo pressorio”.
Il primo inibitore del SGLT-2 – dapagliflozin – è in fase molto avanzata di sperimentazione e dovrebbe essere disponibile entro il 2013.

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