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Facebook: cocaina per il cervello

facebook come la cocainaIn questo blog trattiamo spesso del rapporto tra noi e le tecnologie. E’ indubbio che l’avvento del digital ha cambiato le nostre vite. Usiamo quotidianamente pc, tablet, e soprattutto smartphone tanto che questi dispositivi sono diventati una nostra appendice. Molti li usano per lavorare, altri utilizzano i social media per condividere pensieri e foto facendo registratre ai canali social numeri sempre più importanti: il social network più famoso del mondo, Facebook, colleziona più di 1.5 miliardo di utenti attivi. Inoltre il numero di utenti attivi sui social è aumentato del +10% rispetto allo scorso anno. Ciò fa riflettere. Ovviamente le piattaforme social rappresentano un passatempo per molti, un luogo d’incontro per altri, ma anche una grande opportunità per chi fa impresa, quindi ben vengano.

Vogliamo però segnalare quanto rivela uno studio pubblicato su Psychological Reports: Disability and Trauma e riportato da The Independent, sui sintomi da dipendenza riguardanti l’uso smodato di  Facebook. Da questo studio del dicembre 2014 (e spacciato come attuale da parecchi blog ed autorevoli quotidiani) emerge che “Le dipendenze connesse alla tecnologia hanno delle caratteristiche simili a quelle relative alle droghe e al gioco d’azzardo”. Analizzando l’attività cerebrale, i ricercatori hanno scoperto che le immagini relative a Facebook attivavano in alcuni studenti due aree del cervello coinvolte nei disturbi compulsivi, l’amigdala e lo striato, causando un comportamento riscontrabile nelle persone dipendenti da cocaina, ossia ansia ed isolamento. Il test è stato condotto su 20 studenti universitari ed ha evidenziato quanto detto sulla dipendenza dal social inventato da Zuckerberg.

La Facebook-Addiction viene studiata anche dai ricercatori della Norway’s Bergen University, i quali hanno sviluppato una scala, chiamata “Bergen Facebook Addiction Scale” che consente di valutare il livello di dipendenza dal social. Secondo Cecile Andraessen, l’ideatrice del test, chi risponde sì a quattro delle sei domande che compongono il test, come “Usi Facebook per dimenticarti dei problemi?” o “Se ti viene impedito di usare Facebook ti senti irrequieto e agitato?”, con molta probabilità soffre di dipendenza da Facebook.

In medio stat virus, dicevano i latini, ciò vale anche per l’uso dei social, che non è da criminalizzare, ma neppure da considerare come dimensione sostituitiva della realtà, perché, come dimostra la ricerca sopra citata, può portare a esiti pericolosi.

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