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Expo si avvicina: la Carta di Milano e l’ombra del Ttip

alimentazione e saluteDomani sabato 7 febbraio si terrà presso l’Hangar Bicocca l’”Expo delle Idee”, un grande evento collettivo che prevede 42 tavoli in cui si discuterà di sviluppo tra equita’ e sostenibilita’, cultura del cibo, energia per vivere insieme, agricoltura, alimenti e salute per un futuro sostenibile, la citta’ umana, tra smart e slow city. Questo servirà per gettare le basi della “Carta di Milano”, la grande eredita’ di questa Esposizione universale. Questa Carta potrà essere sottoscritta da tutti e sara’ consegnata ad ottobre al Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, collegando cosi’ il semestre di Expo all’appuntamento degli Obiettivi del Millennio.
Occorre però ricordare che se da un lato l’avvicinamento all’EXPO prosegue con tanti buoni propositi, tra cui la “Carta di Milano”, dall’altro continuano le trattative relative al negoziato transatlantico Usa-Ue per aprire un mercato unico tra le due sponde dell’Oceano, il cosiddetto Ttip, Transatlantic Trade and Investment Partnership. Esso non convince molto e si allarga la mobilitazione contro questo trattato.
Proprio nei giorni scorsi si registra una nuova manifestazione anti Ttip a Bruxelles davanti alla Commissione Ue dove sono in corso i negoziati. Circa 200 persone secondo la questura, e 300 secondo gli organizzatori, hanno dato vita alla protesta con un cavallo di Troia, che stava a simboleggiare i pericoli che può portare l’accordo commerciale con gli Stati Uniti per i cittadini europei.
I contrari al Ttip sono preoccupati infatti per la salute, in quanto temono che gli standard nella produzione agricola siano abbassati, mentre la Commissione Ue ha più volte garantito che ciò non avverrà.
A questo si aggiungono un milione di firme raccolte contro il Ttip, in quanto il trattato viene accusato di invadere il mercato europeo di carni trattate con ormoni e antibiotici, polli sterilizzati con la varechina, latte arricchito e produzioni con OGM.
Molti sono sul piede di guerra, tra cui associazioni di categoria, i sindacati hanno chiesto un tavolo permanente per monitorare i negoziati, preoccupati dal ruolo che possono giocare le grandi lobby multinazionali e finanziarie in questo senso.
Anche noi cittadini comuni è bene che ci informiamo di più, perché la qualità del cibo e la nutrizione riguardano le nostre vite. Molti vogliono approfittarsi della crisi economica per entrare nel nostro mercato con prodotti di bassa qualità. Nell’export agroalimentare Germania, Olanda e Spagna vanno meglio di noi e l’Italia, con la tradizione che ha, dovrebbe puntare su questo, dunque c’è il bisogno di allargare i mercati e abbattere dazi e barriere, però non per questo bisogna sacrificare la qualità e di conseguenza la salute.
Se Expo e la Carta dei Diritti di Milano sono davvero iniziative volte a riflettere sulla nutrizione e a rilanciare il Made in Italy, cibo nostano in prima fila, considerato da tutti un’eccellenza, ci chiediamo come e perché si portino avanti certi accordi che dalle premesse sembrano essere dei boomerang per noi. Magari ci stiamo sbagliando, ma dubitare è lecito, abbiamo diritto a più trasparenza anche riguardo l’aggiornamento di trattative del genere che potrebbero cambiare anche le nostre vite e la nostra alimentazione.
Detto ciò, non siamo così ciechi e ingenui, sappiamo che nel mondo globalizzato il trade è importante e potrebbe essere proprio il volano dell’economia italiana, che tanto sta soffrendo, ma chiediamo alle autorità competenti di vigilare e anche a tutti voi di informarvi bene sull’argomento.

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