in Dieta e Alimentazione

Gli edulcoranti a basso contenuto calorico: ruolo e benefici per i diabetici

diabeteLa crisi impatta sull’alimentazione con effetti e conseguenze sul benessere degli italiani: il 33,1% è in sovrappeso e il 9,7% è obeso; in aumento l’incidenza del diabete di tipo 2, mentre si riduce l’età in cui la malattia viene diagnosticata. Oggi sono circa 2.960.000 i diabetici in Italia.

In questo scenario, Fondazione ADI, Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica e Associazione ANIAD O.N.L.U.S., Associazione Nazionale Italiana Atletici Diabetici, hanno presentato ieri a Firenze l’opuscolo “Gli edulcoranti a basso contenuto calorico: ruolo e benefici” in occasione del VI Meeting Internazionale Nu.Me (Nutrition and Metabolism) – La terapia del paziente diabetico: dalle raccomandazioni alla pratica clinica.

“Gli edulcoranti a basso contenuto calorico: ruolo e benefici” è stato sviluppato per i professionisti del settore della salute con l’obiettivo di fornire informazioni concrete sugli edulcoranti a basso contenuto calorico; sulle loro caratteristiche, sulle evidenze scientifiche a supporto della loro sicurezza e sul modo in cui possono contribuire a controllare l’apporto calorico. La brochure è stata realizzata dall’International Sweeteners Association (ISA) – Associazione Internazionale degli Edulcoranti, grazie al contributo di scienziati e ricercatori di primo piano che operano nel campo della tossicologia e dell’epidemiologia e che studiano gli argomenti della sazietà e della gestione del peso: il Professor Andrew Renwick OBE, Professore Emerito, Facoltà di Medicina, Università di Southampton (Southampton, UK), il Dottor Adam Drewnowski, Professore di Epidemiologia e Direttore del Nutritional Sciences Program, Università di Washington (Seattle, USA) e il Dottor Carlo La Vecchia, Capo del Dipartimento di Epidemiologia, Istituto Mario Negri (Milano, Italia).

“Sebbene i dati di obesità e sovrappeso sembrano migliorare, restano sempre indici di una sorta di epidemia, in particolare in alcune regioni di Italia, come la Campania, dove si registrano tassi tra i più alti d’Europa” commenta il Prof. Giuseppe Fatati, Presidente della Fondazione ADI. “Inoltre, il diabete di tipo 2 è diventata tra le principali cause di morbilità del nostro paese – continua il Prof. Fatati – E’ importante ricordarsi che in un contesto di crisi è sempre più urgente parlare di prevenzione e quindi di alimentazione sana. Infatti, la crisi ha avuto un effetto negativo sulle abitudini degli Italiani e sempre più persone, rinunciano più che alla quantità alla qualità dei prodotti che acquistano, e questo va a scapito della salute”.

Tra le conclusioni principali a cui giunge il documento viene confermato che gli edulcoranti a basso contenuto calorico sono sicuri se consumati secondo la Dose Giornaliera Accettabile (DGA). La DGA è la quantità di una sostanza che le persone possono ingerire su base giornaliera durante tutta la loro vita senza rischi apprezzabili per la salute. Inoltre, se utilizzati regolarmente per diminuire l’apporto calorico, i dolcificanti possono aiutare nella perdita di peso, nel mantenimento del peso forma e anche nella salute orale. Questi additivi sono di estrema importanza per le persone diabetiche, offrendo loro una varietà di alimenti più ampia, e rendendo a loro accessibile il piacere del sapore “dolce”, senza che questo abbia conseguenze sul livello del glucosio nel sangue. La predisposizione per il “gusto dolce” è una caratterista umana universale, la natura ha, infatti, fatto sì che la dolcezza sia una forte determinante del comportamento alimentare e sin da piccoli associamo la sensazione di piacere di questo gusto al nutrimento. Infine, sebbene è importante garantire ai bambini il giusto apporto di zucchero giornaliero necessario per la loro crescita, gli edulcoranti possono essere assunti sia dai bambini che dalle donne in gravidanza.

“Negli anni si è erroneamente sostenuto che il consumo dei dolcificanti, ed in particolare dell’aspartame, sia legato a diversi effetti avversi per la salute. Queste tesi sono state talvolta amplificate dai media, generando preoccupazione tra alcuni consumatori – precisa il Prof. Gerardo Corigliano, Presidente dell’Associazione ANIAD Onlus – Questa sostanza è uno degli ingredienti alimentari più ampiamente studiati, come attestano gli oltre 200 studi clinici effettuati dagli anni ’70 ad oggi, ed è stata dichiarata più volte sicuro da organismi internazionali. Un’ultima conferma è arrivata – conclude il Prof. Corigliano – lo scorso dicembre 2013, quando l’Autorità europea per la Sicurezza Alimentare, dopo un’approfondita valutazione delle ricerche scientifiche condotte, ha infatti dichiarato ancora una volta che è sicuro per il consumo secondo la Dose Giornaliera Accettabile (DGA)”.

In conclusione, risulta evidente quanto sia importante nell’attuale scenario socio-sanitario e considerato l’acceso dibattito sul tema, fornire evidenze scientifiche sugli edulcoranti a basso contenuto calorico, sui cibi e le bevande che li contengono. L’opuscolo rappresenta, quindi, una risposta reale al bisogno di informazione dei professionisti della salute e dei cittadini. Un valido strumento per creare una corretta cultura sugli edulcoranti a basso contenuto calorico.

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