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Donne e incontinenza da vescica iperattiva: discriminazione in Italia

donne incontinenzaTrentatre milioni di persone negli Usa, ventidue milioni in Europa: questi i numeri che rappresentano globalmente la diffusione della vescica iperattiva, sindrome misconosciuta, sottodiagnosticata e sottotrattata, che ha come invalidante conseguenza l’incontinenza urinaria, una condizione patologica altamente discriminante per le donne, colpite nel 60% dei casi.
In Italia sono oltre tre milioni le persone colpite dalla sindrome da vescica iperattiva a confrontarsi ogni giorno con uno dei sintomi più invalidanti della vescica iperattiva, ovvero l’incontinenza urinaria da urgenza, che comporta conseguenze pesanti sulla qualità di vita. Considerata erroneamente come una conseguenza “naturale” e ineluttabile dell’avanzare dell’età, l’incontinenza urinaria è in realtà una vera e propria patologia misconosciuta e non adeguatamente diagnosticata.
Nel nostro paese, infatti, i trattamenti farmacologici per l’incontinenza da vescica iperattiva, molto più frequente fra le donne, non sono rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale a differenza di quanto avviene per l’incontinenza causata dall’iperplasia prostatica benigna, che colpisce esclusivamente la popolazione maschile. A fronte, dunque, della medesima sintomatologia, il Servizio Sanitario Nazionale discrimina le donne.
Per questi motivi, con un Forum a Roma prende il via Donne VIP, una campagna di sensibilizzazione sull’incontinenza da vescica iperattiva che, con incontri regionali, un cortometraggio video (pubblicato qui sotto) e un sito web, vuole far emergere una patologia finora sommersa, rompere il muro di vergogna che la circonda e sensibilizzare le istituzioni su una discriminazione di genere per quanto riguarda un equo accesso alle cure.

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