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Disturbi mentali: convegno a Milano sulle strutture per malati psichiatrici

disturbi psichiatriciQuasi quarant’anni dopo l’approvazione della legge Basaglia, in Lombardia si riapre il dibattito sulle strutture residenziali. La Regione Lombardia e l’Irccs Fatebenefratelli organizzano a Milano il 10 ottobre un convegno sugli «scenari vecchi e nuovi dell’abitare supportato in psichiatria» che sarà l’occasione per presentare lo stato dell’assistenza residenziale nella maggior parte delle Regioni italiane ed alcuni studi condotti in questo settore.
«In particolare noi presenteremo alcuni lavori che abbiamo condotto di recente – spiega il professor Giovanni de Girolamo – ma che partono da lontano. Nel 2000, con lo studio nazionale PROGRES, abbiamo realizzato la più ampia ricerca mai condotta a livello internazionale sulle strutture residenziali per persone con disturbi mentali, e già allora emerse la necessità di chiarirne il ruolo e la fisionomia: ossia, se le strutture residenziali debbano essere considerate come luoghi in cui si attuano programmi intensivi di trattamento a medio- o lungo-termine o, al contrario, debbano essere visti come setting abitativi riservati a persone con disturbi mentali gravi e marcate difficoltà di tipo psicosociale nonchè socioeconomico, tali da rendere necessario un abitare ‘supportato’; per quanto riguarda gli specifici bisogni di trattamento, questa seconda categoria di utenti potrebbe utilizzare i servizi di salute mentale del territorio di competenza.

Quindici anni fa avevamo concluso che la variabilità nella dotazione di posti-letto residenziali nelle diverse regioni dipendesse sia dall’assenza di standard internazionali chiari relativamente alla dotazione ottimale di posti residenziali, ma anche dalla permanente confusione tra i due obiettivi succitati. Nel PROGRES fu messo in luce un tasso di posti residenziali pari a quasi 3 posti per 10.000 abitanti; la recente indagine ministeriale sui servizi di salute mentale ha invece dimostrato che nel 2015 lo stesso tasso presenta un valore doppio, con 6 posti-letto ogni 10.000 abitanti. Permangono sostanziali differenze nella disponibilità di posti residenziali tra le varie Regioni, espressione di politiche talvolta molto differenziate nel campo della salute mentale.
Occorre quindi una riflessione accurata sui ruoli, le funzioni e le prospettive delle strutture residenziali, cercando di metterne in luce i punti di forza (come il basso numero di posti presenti in ciascuna struttura, il che appare decisivo al fine di garantire un clima simil-domestico, che a sua volta è conditio sine qua non per una buona qualità della vita degli ospiti) e le criticità, a cominciare dalla difficoltà in molte strutture di sviluppare piani personalizzati di trattamento a medio-lungo termine. Il convegno sarà una preziosa occasione per discutere di tutte queste importanti tematiche.

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