in Psicologia

Disturbi d’ansia: evitare che diventino cronici

ansiaGrande successo di pubblico e partecipazione al convegno tenutosi presso il comune di Cusano Milanino. Il Prof. Giampaolo Perna, direttore scientifico e primario del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche di Villa San Benedetto – Suore Ospedaliere ad Albese con Cassano (Como), professore presso le Università di Miami (USA) e Maastricht (Olanda) e uno dei massimi esperti mondiali sui disturbi ansiosi, ha sottolineato come al giorno d’oggi a fronte di circa 10 milioni di Italiani sofferenti per un disturbo d’ansia e nonostante esistano cure efficaci troppo spesso i disturbi d’ansia cronicizzano. Il motivo risiede, secondo Perna, nella scorretta diagnosi e nell’applicazioni di terapie non fondate scientificamente piuttosto che per una reale resistenza di questi disturbi ai vari trattamenti proposti.

Nel corso del convegno organizzato da Foripsi Onlus attraverso il progetto Fidans, che si è svolto lo scorso 6 giugno a Cusano Milanino, il prof. Perna ha sottolineato quanto sia importante “distinguere l’ansia amica dall’ansia nemica, la prima normale e capace di potenziare il rendimento di una persona di fronte a cambiamenti e pericoli e la seconda patologica che ostacola la possibilità di vivere e decidere liberamente e con efficacia. Esistono 3 tipi di ansie patologiche: l’ansia propriamente detta che si riferisce all’anticipazione di un pericolo e si caratterizza per l’apprensione e la preoccupazione, la fobia che è una forma di paura esagerata rispetto al pericolo reale e l’attacco di panico che è un falso allarme riguardante il corpo. E’ fondamentale riconoscere questi tre fenomeni per poter effettuare una diagnosi corretta e quindi impostare una cura valida e purtroppo troppo spesso non vi è chiarezza nella mente degli operatori della salute mentale, siano essi medici o psicologi”.

Perna ha sottolineato inoltre “come le fobie, l’ansia e gli attacchi di panico privino la persona che ne è colpita del suo diritto fondamentale, il diritto alla libertà. E’ compito del clinico lavorare per ottenere la completa remissione del quadro ansioso proprio per restituire la libertà al paziente soprattutto nell’attualità caratterizzati da molti spunti di incertezza, terremoti e crisi economica in primis, che rendono la vita dell’ansioso ancora più difficile e stressante”.

A conclusione dell’incontro il prof. Perna ha sottolineato come “troppi anni di vita vengono persi dai pazienti ansiosi che vengono trattati con cure poco efficaci. Durante il dibattitto, anche con i rappresentanti delle istituzioni locali, è stata sottolineate l’importanza di una collaborazione tra gli operatori della salute mentale e le istituzioni per fornire un’assistenza adeguata alla popolazione”.

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