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Diabete e qualità della vita: seconda fase del progetto DAWN

diabeteAmpia sufficienza, con gradimento nei confronti dell’offerta di salute dei Centri specialistici, ma con una maggior richiesta da parte delle persone con diabete di coinvolgimento del medico di medicina generale e del pediatra di libera scelta nel percorso di cura della malattia, da un lato. Ancora troppa distanza tra bisogni psicosociali delle persone con, o a rischio di, diabete e sostegno da parte del sistema assistenziale e della comunità, dall’altra. Questi, in estrema sintesi i risultati emersi nel 2007 dallo studio DAWN (Diabetes Attitudes Wishes and Needs) Italia, che ha indagato i desideri, le speranze e le necessità delle persone con diabete nel nostro Paese, intervistando malati, medici, infermieri, familiari e decisori tecnici e politici. L’idea di fondo dell’indagine era quella di fotografare la “filiera” italiana del diabete in tutte le sue principali articolazioni, in modo da ricostruire un’immagine il più possibile integrata del trattamento della malattia e del suo impatto sociale.
Lo studio DAWN Italia era inquadrato nell’ambito di un più ampio progetto internazionale DAWN, realizzato grazie al contributo non condizionato di Novo Nordisk, che si riprometteva di sondare in profondità, in ben 14 paesi (Australia, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, India, Inghilterra, Italia, Norvegia, Olanda, Polonia, Scandinavia, Spagna e Stati Uniti), il pianeta diabete dal duplice punto di vista della persona e del medico per evidenziare in particolare l’impatto della malattia sulla vita di tutti i giorni e il rapporto della persona con diabete con le strutture sanitarie, pubbliche e private.
A distanza di cinque anni da quella indagine sta per avere inizio la fase DAWN 2, presentata oggi in un incontro al Senato della Repubblica, che si svolgerà in 18 Paesi: essendosi ai 14 originali aggiunti; Brasile, Canada, Cina, Messico, Russia e Turchia, queste ultime due in sostituzione di Norvegia e Paesi Scandinavi. Saranno oltre 16.000 le persone con diabete, i familiari, i medici e i decisori coinvolti, 900 dei quali in Italia.
In Europa, due persone con diabete su tre non raggiungono l’obiettivo di mantenere la glicemia adeguatamente sotto controllo e sono a rischio di serie complicanze: infarto, insufficienza renale, cecità – inoltre, molte persone colpite dalla malattia vivono in uno stato di malessere (60%), se non di depressione (20%). Lo studio DAWN si pone l’obiettivo di fornire le basi per studiare modalità adeguate di miglioramento della qualità della vita delle persone con diabete.

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