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Bullismo e cyberbullismo: bisogna fare attenzione sin dalla scuola media

cyberbullismoQualche anno fa incontrai un professore delle medie che mi disse: “Il bullismo c’è sempre stato, cosa vuoi che siano degli insulti sul web, nulla di preoccupante, che una ragazzina sia considerata un p… dai compagni capita spesso”. Confesso che non riuscii a rispondergli in faccia come la pensavo. Purtroppo il mio pensiero andava nella giusta direzione, almeno stando al comunicato della SIPPS che riporto di seguito.

Bullismo e Cyberbullismo: due facce della stessa medaglia. E come per altre forme di disagio che coinvolgono bambini e adolescenti, anche il bullismo nel nostro Paese sta assumendo forme e caratteristiche diverse, legate alla sempre più massiccia diffusione delle nuove tecnologie. Infatti, quando le azioni di bullismo si verificano in rete, si parla di cyberbullismo, una forma di prevaricazione volontaria e ripetuta che avviene tramite i nuovi mezzi di comunicazione (email, sms, telefonate, social network e web in generale).

“Da sempre, per vocazione istituzionale, la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale(SIPPS) è attenta e sensibile al tema della prevenzione dei rischi comportamentali – sostiene il dottor Giuseppe Di Mauro, Pediatra e Presidente SIPPS – in particolare, il bullismo e il cyber bullismo sono fenomeni preoccupanti e in costante crescita nel nostro Paese, occupanoampio spazio nelle cronache e coinvolgono sempre più da vicino le scuole italiane, sin dalle medie e anche prima. Per arginare e soprattutto prevenire il fenomeno del bullismo in tutte le sue forme,è fondamentaleche le famiglie e la scuola agiscano insieme in un percorso condiviso,per sensibilizzare ed educare i ragazzi ad un uso corretto e consapevole delle nuove tecnologie già a partire dalla scuola media”.

In Italia sono numerosi i progetti finalizzati a sostenere i giovani nella crescita e a prevenire manifestazioni di bullismo e cyberbullismo nelle scuole, e proprio lo scorso 5 febbraio è stata celebrata a Roma la decima edizione del Safer Internet Day 2013,la giornata europea dedicata alla Sicurezza in Rete dei Ragazzi,in cui è stato presentato il progetto del MIUR, co-finanziato dalla Commissione europea, dal titolo “Generazioni Connesse”, finalizzato a promuovere interventi di sensibilizzazione e formazione in oltre 200 scuole (tra primarie e secondarie di primo grado) su tutto il territorio nazionale.

Il bullismo e il cyber bullismo sono fenomeni talmente preoccupanti ed in crescita anche in Italia, che da una recente indagine di IPSOS per Save the Children emergecomeil 72% degli adolescenti e giovanissimi italiani lo avverta come il fenomeno sociale più pericoloso del proprio tempo e che almeno 4 ragazzi su 10 siano stati testimoni di atti di cyber bullismo da parte di coetanei.

“Il bullismo – sottolinea il dottor Piercarlo Salari – Pediatra consultoriale a Milano e membro SIPPSnon è un semplice atteggiamento aggressivo e prepotente ma un comportamento che viene messo in atto in modo volontario, si ripete nel tempo e sfrutta consapevolmente alcune caratteristiche di superiorità rispetto alla vittima, come l’età, la forza fisica e, nel caso del cyber bullismo, la popolarità in rete, spesso legata al numero di contatti acquisiti o di fan. Sono innumerevoli gli episodi che leggiamo nelle pagine di cronaca, ma sono molti anche i casi in cui la vittima di violenza e la sua famiglia non trovano il coraggio di opporsi e denunciare. Per contrastare il bullismo è però necessario che genitori e insegnanti imparino a riconoscerlo correttamente e con la maggiore tempestività possibile”.

Esistono infatti campanelli d’allarme ai quali i genitori dovrebbero fare attenzione,osservando i propri figli e distinguendo innanzitutto tra condizioni favorenti e comportamenti sospetti. Le condizioni favorenti sono essenzialmente un uso non controllatoe spesso inappropriato di internet e smartphone, spesso fino a tarda notte; uno scambio talvolta ossessivo di immagini, l’uso di messaggi sui social network che possono destare preoccupazione o inquietudine; la mancanza di orari e una vita nell’insieme disorganizzata. Icomportamenti sospetti, invece, si manifestano con un rifiutodi parlare di ciò che fanno online; un calo nel rendimento scolastico, turbamento o malessere dopo aver utilizzato internet o cambiamenti in generale nei toni e nell’umore con reazioni aggressive o comunque eccessive; l’acquisto o il possesso di accessori o oggetti status symbol che presuppone una disponibilità di denaro non ragionevole o qualche baratto poco convincente.

“Gli atti di bullismo e di cyber bullismo influenzano negativamente la crescita e la maturazione del soggetto che li subisce, a vari livelli – aggiunge il dottor Salari in particolare, ansia, depressione, insicurezza, bassa autostima, ritiro sociale, disinvestimento scolastico e passività sembrano essere le reazioni più comuni. E nei casi più estremi, la piccola vittima può arrivare anche al suicidio, indotto dal timore di aver perso credibilità, dalla frustrazioneper la rottura di un legame affettivo o, peggio ancora, dalla diffusione plateale di fotografie in pose o contesti compromettenti, magari originariamente scattate per gioco oppure inviate a qualcuno a titolo di scambio o come segno di fiducia e stima”.

Nell’ambito di un’indagine osservazionale sui fattori di rischio comportamentale, il 2009YouthRiskBehaviorSurvey, uno studio condotto dall’Università dell’Arizona e pubblicato online sul numero del Journal of Adolescence di aprile 2013, ha esaminato l’associazione tra depressione, comportamento suicida, bullismo ed esperienze di vittimizzazione, elaborando i dati di circa 1500 studenti di scuola superiore.

I risultati hannoevidenziato che la depressione è sempre stato il catalizzatore di tentati suicidi in entrambi i sessi, ma soltanto nelle ragazze essa ha giocato un ruolo come conseguenza del cyber bullismo. Da qui un duplice invito degli autori: innanzitutto la necessità di riconoscere tempestivamente eventuali segnali di depressione nei giovani, a maggior ragione se di sesso femminile e se coinvolti in episodi di bullismo, e attuare opportune strategie preventive su questi ultimi; in secondo luogo la necessità di non limitare il campo d’azione alla scuola superiore ma estendere l’indagine anche alla scuola media, al fine di un intervento più precoce.

A livello nazionale, continua ad essere attivo il numero verde nazionale 800 669696, all’interno della campagna per la lotta al bullismo “Smonta il bullo” (www.smontailbullo.it) promossa dal 2007 dal Ministero della Pubblica Istruzione per raccogliere segnalazioni di atti di bullismo, dare informazioni sul fenomeno e consigliare i comportamenti migliori da tenere in situazioni critiche.

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