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Crisi: suicidi quotidiani tra disoccupati e imprenditori

crisi suicidiCrisi economica e suicidi: c’è un legame forte tra le due circostanze. In un’epoca che ha dato valore assoluto al denaro e alla professione è facile sentirsi svuotati quando le condizioni si fanno disperate, quando manca un lavoro e ci si sente esclusi dal tessuto sociale.
Il rapporto dell’Eures parla di 362 suicidi di disoccupati nel 2010, mentre 336 imprenditori si sono tolti la vita.
Questi numeri, che sono una tragedia per chi ci ha lasciato, sono un monito per chi resta vivo: per la politica e la finanza, che devono rimboccarsi le maniche per aiutare le imprese a costruire nuove condizioni economiche, ma anche per ciascun individuo che non deve dimenticare che un uomo ha valore per quello che è, non solo per quello che fa. Ci sono molti morti che camminano negli uffici, nelle fabbriche, arroccati al loro compito, al loro lavoro. Purtroppo il castello non è più così solido. Bisogna imparare dai poveri, da quelli che non hanno niente e nonostante tutto sopravvivono. Perché sopravvivere non è un peccato quando vivere è difficile, perché la colpa non è mai di uno solo ma di un’intera comunità.

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