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Contraccezione femminile: informazione e prevenzione per il benessere delle donne

contraccezione femminileIl benessere delle donne ci sta a cuore in ogni fase della loro vita, ma spesso ci sono ancora dei retaggi culturali che diffidano della contraccezione e dei metodi ormonali. Noi crediamo in una cultura sanitaria incentrata sul valore cruciale della prevenzione e del ricorso a cure tempestive. Nel mondo ogni anno un milione di donne è vittima dei tumori femminili. 222 milioni nel 2015 non hanno avuto accesso ai contraccettivi e 289.000 sono morte di parto. L’Italia fanalino di coda in Europa per quanto riguarda gli anticoncezionali ormonali.“All you need is love – Amore e Ormoni nella vita delle donne” è il convegno che si è tenuto a Roma il 9 e 10 settembre 2016, con il quale MSD rilancia l’impegno nella ‘women’s health’ e nella ricerca di soluzioni innovative per semplificare e migliorare la vita della donna.

Educare sui temi della salute femminile favorendo una maggiore consapevolezza è una necessità prioritaria alla quale siamo chiamati a rispondere tutti, ciascuno secondo il ruolo di competenza. Questo il messaggio che MSD lancia alle donne, ai medici e, in generale, alla società. «Nonostante, da sempre, le donne siano state investite del ruolo di caregiver, spesso sono troppo poco attente alla propria salute» dichiara Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratore Delegato di MSD Italia. «Il primo passo verso una migliore gestione di sé è l’informazione. MSD si schiera al fianco del mondo scientifico e delle Istituzioni, sostenendo progettualità volte a superare le barriere della disinformazione, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di una maggiore consapevolezza sui principali temi sanitari che riguardano le donne».

Nel 2015, 222 milioni di donne nel mondo non hanno avuto accesso alla contraccezione e la stessa Italia è lontana dagli standard europei dal momento che ben il 59% delle donne in età fertile non utilizza alcun metodo contraccettivo. Un obiettivo fondamentale per arginare questo fenomeno è fare educazione e informare le donne, e non solo.
«Molto è stato fatto per informare le giovani donne sull’importanza di fare contraccezione in maniera responsabile e molto c’è ancora da fare per abbattere i pregiudizi e la disinformazione legata alla menopausa» dichiara Paolo Scollo, Presidente della SIGO – Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia. «Pensare che le donne, a causa di un’informazione errata possano andare incontro a danni irreparabili è una sconfitta sociale che va evitata con un’azione sinergica di tipo educazionale tra medici, Istituzioni e aziende».
Il divario con gli altri Paesi europei riguarda in modo particolare l’uso dei contraccettivi ormonali che a quanto pare sono ancora un tabù: solo il 16,2% delle donne italiane li utilizza mentre in altre nazioni si supera il 40%. Questa percezione negativa segue un gradiente Nord-Sud sia in Italia sia in Europa: più ci si sposta verso le aree meridionali, meno l’utilizzo dei contraccettivi ormonali trova spazio e consenso, passando dal 23% della Valle d’Aosta per scendere al 7,2% della Campania, con la Sardegna come unica eccezione, Regione in cui l’utilizzo dei contraccettivi ormonali supera il 30%.
Tutto questo nonostante, da tempo, siano disponibili diverse tipologie di contraccettivi ormonali, di semplice gestione e in grado rispondere a necessità estremamente eterogenee: dal cerotto che va cambiato una volta alla settimana, all’impianto sottocutaneo che una volta applicato offre copertura contraccettiva per tre anni, all’anello vaginale mensile, recentemente dotato di applicatore monouso che permette di posizionarlo ancora più facilmente, come un assorbente interno.

«In Italia la cultura della contraccezione ormonale è di tipo ormono-fobico, cioè la donna la teme e la collega all’insorgenza di eventi avversi – commenta Roberto Bernorio, ginecologo, psicoterapeuta e sessuologo clinico – la speranza è che le nuove generazioni cambino atteggiamento, ma perché questo avvenga è necessario che le ragazze vengano ‘educate’ a gestire la propria vita sessuale. Se è vero che la scelta di un contraccettivo è quanto mai personale e andrebbe decisa insieme al proprio ginecologo – prosegue Bernorio – è altrettanto vero che le giovani donne sono alla ricerca del metodo contraccettivo ideale che sia facile da usare ed efficace, sicuro e che non richieda un’attenzione continua. Ma prima di ogni cosa la donna deve superare le paure, l’ansia e i pregiudizi legati all’uso del contraccettivo ormonale e per questo ha bisogno di una figura di riferimento che la ascolti e la rassicuri».
«Da anni ci battiamo per introdurre una nuova metodologia nella gestione delle problematiche legate alla salute femminile, che tenga conto delle peculiarità di ciascuna donna, in ogni fase della sua vita, per la contraccezione o per il controllo dei sintomi della menopausa» sottolinea Vito Trojano, Presidente dell’AOGOI – Associazione Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani.
Una nuova cultura sanitaria che per avere radici solide deve partire da una nuova consapevolezza della classe medica. «La formazione delle nuove generazioni di ginecologi è un aspetto fondamentale – sottolinea Nicola Colacurci, Presidente dell’Associazione Ginecologi Universitari Italiani – vogliamo soprattutto stimolare lo scambio culturale e promuovere un diverso concetto di formazione della classe medica, che inizi dagli anni della specializzazione e permetta di coniugare sapere accademico, pratica clinica e capacità relazionali».

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