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Conferenza di Parigi sul clima…d’incertezza

Conferenza clima Il cambiamento climatico è una delle grandi sfide che dobbiamo affrontare, se non ora quando? Il nostro pianeta è seriamente in pericolo e va preservato dalle catastrofi, adottando misure più sostenibili. Lo possiamo fare tutti nelle scelte quotidiane e lo devono fare anche i governi, che devono affrontare una questione  non più rimandabile. Gli scienziati infatti concordano sul fatto che un aumento di 2 gradi centigradi delle temperature medie avrebbe conseguenze devastanti; secondo alcuni, questa soglia è fin troppo elevata; per altri, è ormai inevitabile superarla. Fino all’11 dicembre  leader e delegati di 190 paesi del mondo si incontreranno alla conferenza di Parigi e cercheranno di raggiungere un accordo per tagliare le proprie emissioni di gas serra. Per Ban Ki-moon si tratta di  un’occasione politica unica che potrebbe non ricapitare. Nel corso del discorso in plenaria ha dichiarato: “Abbiamo bisogno di un accordo sul clima duraturo e con regole chiare dei percorsi che ciascun Paese dovrà seguire. Il futuro del mondo è nelle vostre mani, non sono consentite indecisioni. Voi avete il potere di assicurare il benessere di questa e della prossima generazione”, Parigi ‬rappresenta un punto di svolta decisivo: stiamo andando incontro ad un futuro a più bassa emissione di CO2 ‬e non si può tornare indietro.Dovrete cercare il compromesso, il consenso e, se è necessario, anche la flessibilità.”
L’inquinamento ha ripercussioni sulla nostra salute e purtroppo i numeri parlano chiaro: l’Italia registra il maggior numero di morti annuali per cause legate all’inquinamento. Inoltre la terra è satura dello sfruttamento del suo territorio e lo manifesta con eventi tragici, come le alluvioni e altri eventi meteorologici estremi che costringono a spostarsi oltre 157 milioni di persone. Il fenomeno migratorio ha cause complesse ed interagenti, per esempio in Siria le vicende politiche si intrecciano a quelle climatiche, vedi la più forte siccità degli ultimi 40 anni.  Cespi, Focsiv e Wwf italia invitano le istituzioni e la società civile ad una riflessione sugli strumenti legali internazionali, perché non siano discriminanti verso le persone in difficoltà o che hanno necessità di spostarsi, riconoscendo “i diritti a chi fugge dai sempre più frequenti disastri ambientali causati dai cambiamenti climatici.
Mea culpa da parte di chi è stato causa dell’inquinamento finora e “scarica barili”, espressione più che mai consona a ciò che sta avvenendo, tra i paesi in via di sviluppo come India e Cina, che rivendicano l’uso del carbone per continuare a far crescere la loro economia. Le parole del premier indiano sono autoassolutorie, in quanto a suo avviso il cambiamento climatico non è stato prodotto da loro. «Sarebbe eticamente sbagliato – ha aggiunto – scaricare il peso di ridurre le emissioni sui paesi in via di sviluppo come l’India». Da qui deriva “fare l’indiano”. Scherzi a parte, l’11 dicembre chiudono i lavori a Parigi. Ci auguriamo che non sia un compromesso al ribasso, ma temiamo che sia così. La posta in gioco è altissima, è il futuro dei nostri figli e sarebbe miope continuare a guardare solo il proprio orticello.

 

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