in Benessere Psicofisico

Combattere lo stress da rientro con l’omeopatia

stress rientroNon è una malattia in senso stretto, ma il termine “sindrome da rientro” sembra il più azzeccato. Tale condizione è un’esperienza diffusa ed estesa a tutte le fasce d’età per cui, al posto di stime precise, sarebbe molto più semplice affermare che quasi nessuno può dichiararsi immune. Del resto anche alcune pubblicazioni della letteratura scientifica evidenziano come al termine della vacanza il “livello di felicità” si smorzi al punto da eguagliare quello di chi non l’ha fatta. Il cambiamento del clima, la ripresa delle abitudini e della scuola o del lavoro, con le relative incombenze, routine e preoccupazioni, concorrono a rendere più gravosa ogni attività e ad alimentare una sensazione di stanchezza che fa rimpiangere o, a seconda dei casi, dimenticare le giornate di riposo e cimentarsi in improbabili calcoli alla rovescia su quando si ripresenterà la prossima occasione. Cosa si può fare allora per combattere lo stress da rientro? I consigli proposti dai media sono svariati, dal mantenimento di un buon livello di attività fisica, che sembra potenziare la memoria, a un regime dietetico ricco in antiossidanti. Anche l’omeopatia può offrire un valido supporto per affrontare lo stress da rientro con il duplice vantaggio dell’assenza di controindicazioni e di effetti indesiderati. Un farmaco di riferimento è il VC-15 forte di iMO: “Si tratta di un tonico generale indicato per l’astenia psicofisica in numerose situazioni, dagli studenti che hanno affrontato esami o atleti reduci da gare o allenamenti faticosi a coloro che si apprestano ad affrontare nuovi impegni, agli anziani e a chi soffre di inappetenza o allergie” afferma il dottor Valter Fabbro, medico omeopata di Genova. “I componenti del preparato sono otto e agiscono in perfetta sinergia: Acidum phosphoricum, Ignatia, Ginseng, Helonias dioica, Cocculus, Zincum metallicum, Citrus limonum e Sepia. Per cominciare, l’Acidum phosphoricum è il classico rimedio utile nei momenti di superlavoro, per superarne i disturbi fisici e psicologici. È infatti indicato a chi lamenta scarsa concentrazione e memoria sia a breve sia a lungo termine”.

L’Ignatia, o fava di Sant’Ignazio, è un arbusto rampicante della famiglia delle Loganiaceae: i suoi semi, sfruttati a scopo terapeutico, contengono due alcaloidi, stricnina e brucina, caratterizzati da sapore amaro e da simile meccanismo d’azione che, ai dosaggi terapeutici, determina uno stimolo sul sistema nervoso centrale di particolare utilità agli individui con instabilità dell’umore, temperamento nervoso e frequenti attacchi di cefalea intensiva. Il Ginseng, terzo costituente di VC-15 forte, è un’erba perenne alta 30-60 centimetri. La denominazione botanica, “panax ginseng”, deriva dal greco e dal cinese: “pan” significa tutto e “akos” cura, da cui il termine panacea per indicare un rimedio per tutti i mali, mentre yin e yang nella filosofia cinese rappresentano i due principi dell’universo. “Dalla radice del Ginseng si estraggono i ginsenosidi, vitamine, enzimi, acidi grassi, sali minerali, oligoelementi, oli essenziali, fosfatidi e aminoacidi: principi attivi che sono il fulcro della terapia del tono psicofisico” afferma il dottor Fabbro. “Alcuni studi su cavie hanno dimostrato che il Ginseng è in grado di inibire la sintesi o facilitare il metabolismo di alcuni neuromediatori (per esempio dopamina, serotonina, norepinefrina), svolgendo importanti effetti a livello neuropsichico, tra cui miglioramento della performance mentale, con aumento della vigilanza, dell’attività mnemonica e della fluidità verbale nonché del coordinamento neuromotorio. Effetto, quest’ultimo, particolarmente importante e apprezzato in ambito sportivo, come ho personalmente constatato in calciatori e ciclisti professionisti nella mia personale esperienza di oltre trent’anni.”

Un altro componente di VC-15 forte è Helonias dioica, una pianta erbacea delle Liliacee. “È il classico rimedio impiegato in omeopatia per il paziente stressato, agitato, che fatica a prendere sonno, diventa introverso e tende alla depressione” sottolinea il dottor Fabbro. “Per questa ragione Helonias dioica è un tonico psicofisico molto apprezzato nelle condizioni di astenia. Cocculus, che in omeopatia è usato nel trattamento di vertigini, capogiri, sindrome di Ménière, è il frutto di Anamirta cocculus, arbusto rampicante della famiglia Menispermacee; i semi all’interno nel suo involucro contengono un alcaloide dal sapore amaro, la picrotossina, che svolge un’azione marcata su insonnia, disturbi del sonno e risvegli ripetuti nella notte tipici del paziente stanco e agitato. È infatti indicato nel paziente irritabile e nella sindrome delle gambe irrequiete (o senza riposo), analogamente allo Zincum metallicum, che potenzia questo effetto del VC-15 forte”. Citrus limonum esplica un’azione antiossidante, in grado di contrastare direttamente la produzione di radicali liberi, tipica dei momenti di stress e superlavoro. L’ultimo costituente del VC-15 forte, infine, è Sepia, indicata per il paziente con sintomi predominanti a livello psicologico, astenico e apatico, che diventa irritabile e nervoso proprio a causa della sua stessa stanchezza. Il rispetto di abitudini corrette di vita, come per esempio osservare la regolarità del ritmo sonno/veglia e dei pasti, evitare sedentarietà e abusi alimentari nonché concedersi ritmi rilassati è senza dubbio utile per vincere lo stress da rientro, ma qual è il valore aggiunto dell’omeopatia?

“Va detto innanzitutto che il tonico omeopatico è costituito totalmente da sostanze naturali a varie diluizioni ma che possiedono un’azione intensa mirata a stimolare il bagaglio energetico del paziente incluso quello appartenente al sistema immunitario” osserva il dottor Fabbro. “L’effetto di VC-15 forte è così rapido e prorompente dopo 4-5 giorni che il paziente resta meravigliato e vuole ripetere l’assunzione. Proprio in virtù di tale prerogativa in alcuni casi lo considero un rimedio unico, alla posologia di 2 fialoidi al giorno (2 confezioni, per la durata complessiva di 24 giorni, da ripetere dopo 2 mesi o ai cambi di stagione), da assumere dopo la prima colazione e nel primo pomeriggio (negli sportivi 2 fialoidi in unica somministrazione 2 ore prima di una gara), mentre in altri lo consiglio quale supporto alla cura omeopatica, la cui azione richiede, almeno in fase iniziale, un buon assetto energetico del paziente”. Due aspetti, infine, meritano di essere precisati. “In primo luogo alcuni componenti del VC-15 forte, in particolare Ginseng e Acidum phosphoricum, sono specifici per l’impotenza funzionale maschile e possono essere utili quali coadiuvanti dell’attività sessuale dell’uomo, che risente delle condizioni di stanchezza. In secondo luogo VC-15 forte, oltre alla regolarizzazione, favorisce anche la qualità del sonno, che costituisce un presupposto fondamentale per rasserenare gli individui agitati e creare le condizioni ottimali per il recupero delle energie”.

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