Cancellare un tautaggio: elettrosalatura e laser
Chi ha detto che un tatuaggio è per sempre? I tatuaggi che si fanno in giovane età , ad esempio, sono spesso legati a sentimenti amorosi che poi vanno a scemare col passare del tempo: tenere un segno di una storia finita sulla pelle diventa per molte persone una situazione di ingombrante disagio. Oggi esistono alcune tecniche per cancellare un tatuaggio.
Quando il tattoo è eseguito in maniera manuale i pigmenti iniettati sono depositati a profondità diverse, cosa che rende la cancellazione più complessa. Un tatuaggio realizzato in maniera professionale, rispetta invece una stratificazione più uniforme. In ogni caso per eliminare il disegno occorre rimuovere i pigmenti sottocutanei in maniera progressiva. Uno dei segreti della buona riuscita della rimozione del tatuaggio è la suddivisione in almeno quattro o cinque sedute, una volta al mese. Accelerare i tempi vuol dire spesso aprire le porte a infezioni e inestetismi permanenti.
I metodi per la cancellazione di un tatuaggio sono principalmente due: l’elettrosalatura ed il laser.
L’altra procedura per cancellare un tatuaggio è la laserterapia: i laser Q-Switch, grazie alla loro particolare lunghezza d’onda, permettono di eliminare il disegno in quattro o cinque sedute. Il problema di cicatrizzazione è quindi meno probabile, ma non quello dell’iperpigmentazione: il rischio di discromie è un fattore non trascurabile della rimozione dei tatuaggi col laser. Il decorso prevede l’uso di creme e la protezione assoluta da raggi solari e lampade abbronzanti.
Qualunque metodo si scelga, sono assolutamente da evitare le tecniche “fai da te”: l’intervento di un medico è quanto mai fondamentale.
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