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Broncopneumopatia cronica ostruttiva: convegno a Roma

broncopneumopatia cronicaLa BPCO, Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva, è una malattia non completamente reversibile che coplisce progressivamente i polmoni. La BPCO ostruisce le vie aeree, rendendo difficoltosa la respirazione. Pazienti con BPCO, inclusi quelli con bronchite cronica ed enfisema, mostrano sintomi che vanno da tosse ed espettorato a mancanza di fiato durante sforzi anche modesti.
Il fattore di rischio più importante nella BPCO è il fumo di sigaretta, ma anche quello di pipa, sigaro, e altri tipi di tabacco; anche il fumo passivo contribuisce a scatenare i sintomi respiratori della BPCO. Esistono altre cause documentate di BPCO quali polveri e agenti chimici (vapori, irritanti e fumi), e cause domestiche di inquinamento da combustibile (biomassa) utilizzato per cucinare e riscaldare in ambienti mal ventilati. (l’Organizzazione Mondiale per la Sanità, WHO, calcola che ogni, circa 400,000 persone muoiono di BPCO per l’esposizione ai fumi combustibili). Anche l’inquinamento atmosferico si aggiunge alla quantità di particelle inalate dai polmoni, ma il suo impatto sulle cause scatenanti la BPCO, non è ancora chiaro. Le infezioni respiratorie della prima infanzia vengono associate con la riduzione della funzionalità respiratoria e con l’aumento dei sintomi respiratori in età adulta.
Secondo l’OMS, la BPCO è la quarta causa mondiale di morte (dopo le malattie cardiovascolari, le infezioni respiratorie acute ed è al quarto posto con l’AIDS). Secondo una stima dell’OMS nel 2000 circa 2.74 milioni di persone sono morte di BPCO nel mondo.
In Italia sono 12 milioni i fumatori e oltre 70.000 persone muoiono ogni anno. In aumento l’incidenza della BPCO e lo scompenso cardiaco. Si è conclusa ieri, presso la Sala Campidoglio dell’UNAHotel di Roma, la VI Conferenza Nazionale sulla BPCO “Quale futuro per i pazienti BPCO – Rapisci il tuo Respiro”, organizzata dall’Associazione Italiana Pazienti BPCO Onlus.  Il Convegno si è posto l’obiettivo di presentare la situazione attuale e proporre nuovi schemi di gestione della BPCO con la partecipazione attiva delle Istituzioni, Società Scientifiche, operatori Sanitari e Associazioni di Pazienti, ed è fondamentale in questo contesto la collaborazione tra tutte le parti interessate.
“L’epidemia da tabacco è la peggiore calamità che l’umanità si sia tirata addosso dopo le grandi pestilenze del passato
– sostiene il Prof. Giacomo Mangiaracina, presidente Soc.Italiana Tabagismo, SITAB-UNITAB, Università La Sapienza – I nostri sforzi oggi sono protesi a realizzare almeno due grandi obiettivi: sviluppare la rete dei Centri specializzati nel trattamento del tabagismo (CTT) in ogni regione e in ogni Asl, e creare un fondo nazionale per la lotta al tabacco, come avviene in Inghilterra, con un investimento di almeno 1 euro a cittadino, per consentire le campagne mediatiche continue che invitino i giovani a non cominciare e incoraggino i fumatori a consultare i Centri tabagismo”.

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