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Bodyshaming: incontro sul bullismo della “bellezza” a Como

bodyshaming bellezzaBellezza ed estetica sono argomenti sempre più attuali tra i ragazzi, e gli adolescenti, soprattutto sono alla ricerca continua di un forte apprezzamento da parte della società e dei compagni di classe.
Canoni estetici e ricerca di bellezza che nei ragazzi purtroppo sfocia nel body shaming, ovvero una forma particolare di bullismo che prende di mira la bellezza e le forme del corpo di una persona.
Ad affrontare questi temi il prossimo mese di aprile si terrà un incontro con gli studenti della Fondazione Castellini di Como ove si passeranno in rassegna le idee di bellezza susseguitesi nel corso dei secoli per poi soffermarsi sulle tematiche della medicina estetica e del body shaming.
Il body shaming è un tema attuale e drammatico purtroppo, e lo scopo sarà proprio quello di affrontare e spiegare ai più giovani quanto sia importante l‘autostima, collegata ai risvolti psicologici e legali.
L’iniziativa è a cura del medico e manager Monica Gabetta Tosetti, esperta di moda e bellezza, e l’avvocato Silvia Giampà, che si sono unite per un progetto ambizioso ma fortemente attuale, per dare un aiuto concreto alla fragilità dell’età adolescenziale.
Argomenti che saranno poi trattati in maniera più estesa nel libro che svilupperà gli argomenti dell’estetica in generale e del body shaming.
Lo scopo finale è quello di aiutare i ragazzi, a non diventare vittime, ma nemmeno carnefici, del body shaming.

Questo messaggio è stato fatto proprio dagli studenti dell’Istituto tecnico Salvemini di Casalecchio di Reno, protagonisti di una bella iniziativa dal nome Finalmente riflessi: i rappresentanti di Istituto hanno appeso uno specchio nel bagno delle ragazze con scritto «Sei bellissima».
Il video potrebbe diventare uno spot per la Festa della Donna, l’8 marzo. Si tratta di un invito ad accettarsi a prescindere dall’immagine riflessa che troppo spesso genera nei giovanissimi insicurezza e malessere.
«I consiglieri di istituto – spiega il preside Carlo Braga – hanno chiesto gli specchi, li abbiamo comprati e abbiamo proposto a loro di montarli. Il resto è venuto da sé».



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