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Bambini: i gesti dei genitori e la lettura delle favole sono importanti

bambini gesti e letturaLe parole sono macigni, ma anche i gesti, il linguaggio del corpo è comunicazione allo stato puro e nonostante sia spesso inconsapevole, incontrollato, ha una grande valore educativa ed una notevole incidenza sullo sviluppo psicofisico dei bambini. Abbiamo a disposizione molti strumenti per comunicare, dall’espressione, al tono della voce, dalla disposizione del corpo, al contatto e gli adulti farebbero bene a tenerne conto nell’educazione e nel comportamento che hanno davanti ai figli. Un gesto vale molto più di mille parole. Quando un bimbo è neonato facciamo tante pantomime, poi col tempo diminuiscono fino a cessare del tutto, ma il quel bambino ormai cresciuto non smette di osservarci e a prendere informazioni dai nostri sguardi, dalle posture,…
Questa mano può essere ferro o essere piuma, diceva Mario Brega in un celebre film di Carlo Verdone, ed è vero, con la mano si può essere autorevoli e affettuosi. Una mano appoggiata delicatamente comunica sostegno e dolcezza, al contrario il dito puntato suggerisce un giudizio negativo, essere messi all’indice non fa altro che peggiorare la situazione e creare più tensione.
Quindi bisogna fare davvero attenzione a come ci rivolgiamo ai bambini. Si sà, i piccoli sono come spugne, assorbono tutto ciò che vedono e sentono. A questo proposito c’è una bellissima frase di Haim G. Ginott che ogni genitore dovrebbe imparare: “I bambini sono come il cemento umido, tutto quello che li colpisce lascia un’impronta.”
Inoltre i fanciulli hanno bisogno del papà e della mamma che la sera gli racconta le favole, in quanto la lettura contribuisce allo sviluppo delle capacità cognitive del bimbo. Le favole della buonanotte sviluppano anche le capacità relazionali e l’emotività del bambino, che si cala nei panni dei personaggi e nel plot della storia. Ciò stimola anche l’intelligenza logica e rafforza anche la relazione adulto-bambino, perché leggere è un vero e proprio gesto d’amore.
E’ un errore smettere di leggere le fiabe ad alta voce quando il bambino è in grado di leggere da solo o quando impara ad usare tablet, computer o televisione. Lo sostiene un’indagine della Oxford University Press, condotta su un campione di mille genitori con figli tra i 5 e gli 11 anni: il 44% di loro interrompe questa buona pratica quando il figlio raggiunge l’età di 7 anni, ignorando che la lettura può avere un riscontro positivo anche sul rendimento a scuola.
Secondo la scuola psicoanalitica, le storie che si raccontano aiutano i bimbi a riconoscere ed affrontare le paure: è una vera palestra di vita! D’altronde lo diceva anche Gianni Rodari, grande poeta, scrittore e pedagogo: “Credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi.” Se il bambino vuole sempre lo stesso libro, soddisfate la sua richiesta anche se può essere noioso, per lui ascoltare la voce di mamma o papà è un dolce canto che lo rassicura.

I bambini sanno qualcosa che la maggior parte della gente ha dimenticato.
(Keith Haring)

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