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Autismo: crowdfunding del progetto #LoftGaudioso

autismoSi parla e si fa troppo poco per il “Dopo di noi” e questo non è segno di civiltà. Vogliamo accendere i riflettori su questa realtà per far riflettere e per ricordare alle istituzioni che occorrono leggi e tutele serie per i disabili. Quando le persone colpite da autismo e altre malattie simili diventano maggiorenni sono a totale carico della famiglia: tutti i trattamenti specifici di riabilitazione che servono per mantere vigili e fare esercitare nelle loro abilità questi ragazzi finiscono, lo Stato li prevede soltanto fino ai 18 anni. E poi che succede? Improvvisamente guariscono? A questo link trovate la testimonianza di un padre che denuncia questa situazione.
Servono delle soluzioni perché si rompa l’isolamento delle famiglie delle persone colpite. Noi nel nostro piccolo possiamo diffondere la seguente iniziativa, sperando che chi può contribuisca. È partito da qualche giorno ufficialmente il primo crowdfunding per i progetti dell’Associazione Gaudio (Gruppo Autismo e Disabilità Intellettiva Onlus) a sostegno delle famiglie colpite da autismo. L’associazione, per lanciare la sua prima ‘raccolta fondi dal basso’, ha scelto la piattaforma Eppela per creare il suo progetto chiamo Loft Gaudioso che è il nome dell’evento di raccolta fondi che si terrà il 17 Marzo a Milano, al Loft-Coworking. “E’ il nostro primo tentativo di crowdfunding” – afferma Raffaella Turatto, presidente dell’associazione – “non sapevamo esistessero piattaforme così evolute, che al raggiungimento dell’obiettivo (goal) erogano direttamente i fondi”. “In questa prima esperienza abbiamo voluto mantenere il goal basso, sperando di raggiungerlo. Abbiamo impostato un periodo di 15 giorni, e ad oggi le prospettive sono buone: anche perché la riuscita della raccolta dipende molto da quanto l’informazione viene condivisa, quindi con il passaparola, i social, il web…” L’utilizzo di questo metodo innovativo sta già portando buoni frutti anche perché non sono mancate persone che, visto il programma, hanno di loro spontanea iniziativa fatto donazioni extra, sostenendo silenziosamente questo progetto molto bello. “Grazie a quello che raccoglieremo con Eppela, a quello che ci hanno donato i benefattori (che vogliono rimanere anonimi) e a quello che raccoglieremo con la serata benefica del 17 marzo possiamo sperare di farcela!” conclude Raffaella Turatto. L’appello è quello di unirsi agli altri e fare una piccola donazione a sostegno di un progetto con scopi così nobili.

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