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AstraZeneca: cultura della salute e connessioni socio-culturali

cultura saluteAstraZeneca presenta oggi la prima edizione dell’Osservatorio Salute, un’indagine quali-quantitativa di ISPO, che con cadenza periodica analizzerà la relazione tra gli atteggiamenti degli italiani e il concetto di salute.  Lo studio prevede una parte fissa rappresentata dall’Indice di Attenzione verso la Salute (IAS), un monitoraggio ciclico che misura i comportamenti degli italiani e il loro interesse a “star bene”Allo IAS si aggiunge una parte variabile, differente ad ogni edizione, dedicata all’approfondimento di tematiche specifiche.

“AstraZeneca ha da sempre una forte vocazione all’innovazione e alla ricerca con l’obiettivo di migliorare la vita delle persone e creare beneficio per l’intero sistema. – dichiara Nicola Braggio, Presidente AstraZeneca Italia – Per questo motivo, oltre a sviluppare farmaci innovativi, per noi è importante sostenere la cultura della salute a 360°. Auspichiamo che l’Osservatorio rappresenti un utile strumento per ascoltare e capire gli italiani, offrendo una panoramica sul tema e uno spunto di riflessione per i nostri interlocutori esterni.”

L’Osservatorio Salute segmenta gli italiani in sei profili che si differenziano per genere, età e area geografica. In generale, gli italiani stanno bene (80%) e sono molto attenti al benessere e alla prevenzione – si raggiunge un picco nella popolazione tra i 35 e i 44 anni di età (31%). Le donne sono più informate degli uomini e la consapevolezza della prevenzione aumenta al crescere del titolo di studio. I tradizionalisti “puri” (30%) hanno come unico riferimento la scienza e la medicina. Il 13% sono tradizionalisti “aperti”, che fanno ricorso alle pratiche tradizionali e più moderne. Gli olistici (7%) sono i veri pionieri di un approccio a tutto tondo che integra attività motoria, alimentazione sana, cure mediche tradizionali e alternative a seconda della problematica. Purtroppo esiste ancora un 27% di indifferenti, che non si interessano alla salute se non in caso di malattia. Un’ultima fetta è composta da curiosi (16%) e new agers (7%), una minoranza attratta dalle nuove pratiche (dallo yoga all’omeopatia).

“Operando nel settore della ricerca e della salute – continua Nicola Braggio – abbiamo una conoscenza e una visione privilegiata dello scenario. È proprio partendo dalla consapevolezza di una situazione di estrema complessità che abbiamo chiesto ad ISPO di indagare sul valore che i cittadini attribuiscono alla salute. Se questa si conferma il valore universale più importante per il 61% degli intervistati, è anche vero che molto resta da fare per aumentare la consapevolezza delle persone sull’importanza di adottare comportamenti responsabili.”

Renato Mannheimer, Presidente ISPO, aggiunge – Si tratta di una ricerca che reputo di grande valore sociale per l’ampiezza del campione di italiani coinvolti nelle interviste quantitative (800), per gli approfondimenti qualitativi sulle diverse tematiche che di volta in volta tratteremo, per l’approccio serio ma innovativo nei contenuti. Sono davvero felice di potere collaborare ad un progetto che – penso – ci riserverà un utile spaccato e, nel tempo, interessanti ‘scoperte’ sul tema degli atteggiamenti degli italiani nei confronti di salute e benessere”.

“Salute e Mente: il pensiero positivo e le sue connessioni socio-culturali” è il tema dibattuto oggi. L’Osservatorio Salute ha infatti indagato non solo l’attenzione nei confronti della prevenzione e della cura di sé, ma anche come il pensiero positivo e le dinamiche socio-relazionali possono influire sulla salute. Lo stress è oggi una componente che ha un forte impatto sulla vita di tutti, ma pensare positivo è fondamentale per 7 italiani su 10. Chi pensa positivo è giovane, laureato e con un livello di vita percepito superiore alla media, grazie soprattutto alle relazioni interpersonali (76%). Un italiano su 4 è attento alle esigenze del proprio corpo e lo cura con impegno, anche se un 10% è addirittura disposto a sacrificare la salute per la bellezza esteriore.

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