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Artrite reumatoide: network internazionale per combatterla

artrite reumatoideUn gruppo di dieci medici e scienziati ha fondato un Network internazionale chiamato “Consortium” per lo studio e il trattamento di questo gruppo di malattie che conta tra le altre l’Artrite Reumatoide, la Spondiloartrite, l’Artrite Psoriasica e il Lupus Eritematoso Sistemico. Il Network è stato presentato in questi giorni a Milano all’Istituto Ortopedico Gaetano Pini.
“Il network permetterà una innovativa forma di globalizzazione delle cure e di condivisione dei migliori standard diagnostici” dichiara il Professor Pierluigi Meroni, Direttore del Dipartimento di Reumatologia dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini di Milano: “Un’iniziativa assolutamente unica nel suo genere nata da un accordo della Regione Lombardia con il Ministero della Salute di Israele e alla quale si sono progressivamente aggiunti 13 centri in 10 differenti nazioni”.
“Potremo realizzare studi multicentrici con un elevato numero di pazienti per identificare sia le cause di questa patologia che i marker che indicano lo stato di progressione della malattia” prosegue il Prof. Meroni.
“Nonostante la possibilità di disporre di strumenti diagnostici molto più precisi ed efficienti, nonostante il maggior numero di medici che si occupano di queste malattie e nonostante le terapie più efficaci, ci sono ancora molti problemi da risolvere” ha spiegato il Professor Ricard Cervera Capo del Dipartimento di Medicina dell’Università di Barcellona in collegamento dalla capitale catalana: “Infatti, per la maggior parte dei pazienti, arrivare ad una diagnosi è un processo lungo e complicato che può richiedere anche diversi mesi. Ciò è dovuto al fatto che i sintomi sono aspecifici e si possono sovrapporre a quelli di molte malattie comuni”.
“Grazie a questo Network Internazionale” prosegue il Prof. Cervera “sarà possibile effettuare degli studi clinici multicentrici, ovvero realizzati in molteplici centri di paesi diversi, con la possibilità di arruolare più pazienti e applicare una serie di tecniche di ricerca a volte disponibili in un centro ma non in un altro”.
Il Network permetterà lo scambio internazionale di giovani medici e specialisti e avrà la caratteristica di essere formato da scienziati che provengono da più settori: reumatologia, nefrologia, medicina interna, endocrinologia.
Una delle destinazioni principali sarà il Center for Autoimmuni Disease di Tel Hashomer in Israele, diretto dal Professor Yehuda Shoenfeld che non ha fatto mancare il proprio contributo: “L’idea del Network è solo la strutturazione in senso istituzionale di una amicizia più che decennale con i medici italiani e con il Professor Meroni, questo faciliterà la nostra collaborazione sia clinica che di ricerca. Sarà inoltre favorita la pratica della ‘second opinion’ che potrà aiutare a chiarire i casi dubbi e a decidere i più appropriati protocolli terapeutici.
Sono davvero entusiasta di questa iniziativa e speriamo che nei prossimi mesi altri centri di eccellenza si affilieranno. C’è molto da fare per migliorare la qualità di vita di questi pazienti”
conclude il medico israeliano.
Le patologie reumatiche autoimmuni sono un problema emergente in tutto il mondo, mentre l’accesso alla diagnosi precoce e alle terapie sono distribuite a macchia di leopardo: esistono infatti notevoli differenze tra l’est e l’ovest del mondo, ma anche tra una regione e l’altra in Italia, un gap da colmare anche grazie ad un migliore dialogo tra i Medici di Medicina Generale e gli Specialisti Reumatologi.
L’insieme di queste patologie colpiscono in Italia circa 3 persone su 10, nel 50% dei casi giovani adulti e donne.
“Grazie al Network potremo lavorare su una casistica sempre più ampia” afferma il Professor David D’Cruz, Reumatologo al Lupus Centre del London Bridge Hospital in collegamento da Londra “e potremo anche scambiare i campioni biologici dei pazienti, così da ampliare le conoscenze e permettere il consulto dei protocolli di cura, cosa per noi molto importante considerando i vincoli burocratici presenti in Inghilterra; per fare ciò, utilizzeremo una speciale piattaforma internet appositamente messa a punto. Desideriamo intercettare al più presto i pazienti per essere in grado di offrire le terapie più sicure e prive di effetti collaterali”.

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