in Psicologia

Anziano va in ospedale per combattere la solitudine: la storia di Oscar

Raccontiamo una storia veramente accaduta che fa commuovere e pensare alla solitudine che spesso vivono gli anziani ed è emblematica della società in cui viviamo.

Oscar, in ospedale per non sentirsi solo

E’ successo a Buenos Aires ma potrebbe capitare ovunque, anche al nostro vicino di casa che vive da solo, con i figli lontano e si sente abbandonato.
Il protagonista è Oscar, 84 anni, vedovo da 4 anni, senza figli e senza parenti, che pur di non passare solo il giorno del suo compleanno è andato in ospedale fingendo una forte cefalea. Le infermiere, scosse dal gesto, hanno deciso di organizzargli una festa con torta, candelina e palloncini fatti con i guanti monouso.
Oscar era visibilmente emozionato, così il personale infermieristico ha invitato l’anziano ad esprimere tre desideri e l’uomo ha confessato che uno lo ha usato per chiedere che il prossimo anno gli accada la stessa cosa.
Una delle infermiere, Gisel, ha postato sui social questa vicenda che in poco tempo ha fatto il giro del mondo ed è giunta anche a noi.anziani solitudine

Cosa hanno in comune Oscar e Papa Francesco

Come Papa Francesco viene dalla fine del mondo, anche Oscar è argentino e, nel suo piccolo, la sua storia parla di un messaggio universale: non abbandonare chi è più fragile.
Sempre il Papa ha affermato: “L’anziano non è un alieno. L’anziano siamo noi, e se noi non impariamo a trattare bene gli anziani, così ci tratterranno a noi!”
Inoltre il Pontefice ha fatto un’analisi della società odierna, sottolineando come non ci sia posto per gli anziani e come, nonostante i progressi della medicina che hanno fatto allungare la vita, la società non si sia allargata alla vita.
Il numero degli anziani cresce, “ma le nostre società non si sono organizzate abbastanza per fare posto a loro, con giusto rispetto e concreta considerazione per la loro fragilità e la loro dignità. Finché siamo giovani, siamo indotti a ignorare la vecchiaia, come se fosse una malattia da tenere lontana; quando poi diventiamo anziani, specialmente se siamo poveri, malati e soli, sperimentiamo le lacune di una società programmata sull’efficienza, che conseguentemente ignora gli anziani”.
“L’attenzione agli anziani fa la differenza di una civiltà” ed infine ha tuonato: “È brutto vedere gli anziani scartati, è una cosa brutta, è peccato!”.

Una carezza agli anziani

Ci troviamo completamente d’accordo con le affermazioni di Papa Francesco e ci siamo inteneriti con la storia di Oscar, ma dobbiamo andare oltre l’emozione del momento e fare gesti concreti per
far sentire i nostri anziani partecipi e utili nella vita di tutti i giorni.
Troppo spesso ci dimentichiamo degli anziani che abbiamo vicino e rimandiamo la visita, perché troppo presi dai nostri impegni o non li ascoltiamo, quando vorrebbero raccontarci una storia.
Poi sentiamo casi del genere che ci toccano il cuore e ci ricordiamo chi siamo, che non saremo “forever young” e che abbiamo un debito con gli anziani, essendo un patrimonio di sapienza per tutti.
Ogni giorno siamo invitati alla festa di Oscar (e di chi come lui si sente solo) e il nostro regalo è dedicargli attenzione, affetto e considerazione, magari con una carezza, come dice il quasi coetaneo di Oscar Jorge Mario Bergoglio.

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