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Allergia a tutto: troppa enfasi sul caso Camilla

bambina allergicaCamilla è una bambina della provincia di Treviso affetta dalla Mcs, la sensibilità chimica multipla: media e giornali, dando ampio spazio alla notizia, hanno annunciato che è praticamente allergica a tutto e rischia ogni giorno di morire. A proposito di queste dichiarazioni, il Dottor Oliviero Rossi, consigliere della Società Allergologia e Immunologia Clinica,  sottolinea la particolarità del caso. Ecco una sintesi delle sue dichiarazioni diffuse in un comunicato stampa.

“La sensibilità chimica multipla (MCS) rappresenta una diagnosi controversa così definita per la prima volta agli inizi degli anni Cinquanta negli Stati Uniti: malattia ambientale da incapacità dell’organismo ad adattarsi a prodotti chimici contenuti in cosmetici, carburanti, fumi di scarico, additivi presenti nei cibi ,solventi in piccole quantità contenuti in materiali edili, giornali, mobili, tappeti. Secondo la definizione che ne dà il National Institute of Environmental Health Sciences, statunitense, si tratta una presunta malattia cronica e ricorrente, che sarebbe causata dall’impossibilità di una persona a tollerare un dato ambiente chimico o una classe di sostanze chimiche. La diagnosi di MCS, e l’esistenza stessa della patologia, sono però fortemente dubbie e controverse, tanto che alcune delle principali società medico-scientifiche statunitensi hanno rifiutato di riconoscerla come patologia organica. Le sue ipotetiche cause sono ancora oggetto di dibattito. Sembra emergere che i disturbi siano correlati ad un’esposizione percepita, più che ad un’esposizione effettiva. Senza negare la realtà dei sintomi, i pazienti vanno rassicurati circa il fatto che la loro condizione non è associata a segni di malattia progressiva e non ha un’evoluzione infausta L’incremento delle presunte diagnosi di intolleranze ambientali è fortemente enfatizzato dagli organi d’informazione, dai precetti della «medicina alternativa». Certe campagne mediatiche con titoli del tipo …. «Camilla, la bambina allergica a tutto… se sente odori rischia di morire»….» creano solo allarmismi ingiustificati.
Attualmente, l’approccio nei confronti della MCS è segnato dalla dicotomia tra malattia di carattere organico e disturbo di tipo psicologico . Si è propensi, tuttavia, ad attribuire alla MCS il significato di patologia funzionale. Ad una sintomatologia estremamente ricca si contrappone una povertà di segni obiettivi e di laboratorio: rare infatti sono le alterazioni riscontrate. Va quindi sottolineato che l’identificazione di MCS si basa quindi, in gran parte, proprio sulla descrizione che il paziente fa dei propri sintomi e sul rapporto tra questi sintomi e le esposizioni ambientali riferite.”

Non si tratta di un ridimensionamento dei problemi della piccola Camilla, ma di un’importante precisazione da parte di uno specialista. L’enfatizzazione di giornali e blog non fa certo bene a chi tutti i giorni si impegna nella ricerca di cause e rimedi a problemi legati alla salute.



6 risposte a “Allergia a tutto: troppa enfasi sul caso Camilla”

  1. Cristina ha detto:

    E’ vergognoso che vengano fatte certe affermazioni.
    Questo specialista scrive concetti vecchi di 20 anni. Dice che l’esistenza stessa della patologia sono fortemente dubbie e controverse….oggetto di dibattito”. Questo e’ vero fino a che sara’ gente come lui che difende un’idea scomoda. I disturbi sono CERTAMENTE correlati ad un’esposizione percepita, proprio perche’ il nervo olfattivo viene compromesso (e’ visibile alla SPECT), cosi’ come il fegato Io sono un’ammalata e ho fior fior di esami genetici (tantissimi) che dimostrano che non posso piu’ eliminare le tossine ne’ col fegato ne’ con i reni (idrolizzarle). Vivo con depuratori. Telelavoro, guadagno e pago le tasse e non permetto a nessuno di dire che la mia malattia non c’e’. In germania avrei pure la pensione. Stupidi i Tedeschi?

  2. Daniele ha detto:

    per capire cosa significa davvero bisogna esserci dentro purtroppo. Arrivi a casa qualcuno ha spruzzato di vernice l’albero di Natale nell’atrio condominiale… e tu svieni in ascensore e poi finisci all’ospedale, e all’ospedale ti curano all’aperto perche’ stai male respirandone l’aria, pieno di bolle e con l’edema alla gola. E’ successo a Natale. Sono ammalato di Mcs.

  3. Stefano ha detto:

    Salve, l’articolo si limita a riportare le parole di uno specialista, il Dottor Oliviero Rossi, consigliere della Società Allergologia e Immunologia Clinica, che ha diffuso un comunicato in cui non si nega la malattia: l’obbiettivo vero è l’esagerazione dei termini mediatici.

    Detto questo, le vostre opinioni sono benvenute purchè mantengano un tono civile. Chi volesse proporre un articolo con la propria esperienza personale, lo spedisca a info@benesseresalute.net e lo pubblicheremo più che volentieri: dare spazio alle voci dei malati è importante quanto ascoltare il parere dei medici.

  4. Cristina ha detto:

    Bene vorrei parlare delll’esito mediatico: e’ vero forse non si muore subito di MCS. Si muore del cancro causato alla faringe perennemente insanguinata per l’infiammazione cronica dell’MCS, o per il tumore alla vulva e alla vagina perche’ le esposizioni continue che te la riempiono di ragadi che non guariscono mai….per il cancro al fegato che non si depura piu’ (DNA alla mano), si muore perche’ non puoi accedere al pronto soccorso per un infarto perche’ i medici profumano…si muore in pratica perche’ lo stato e medici specialisti, non riconoscendo pienamente la MCS, ti costringono per mantenerti a lavorare senza protezioni e non ti tutelano. Si muore perche’ non puoi trovare in Italia le flebo e i farmaci in vendita solo negli USA. Si muore perche’ abbandonati, senza soldi, senza famiglia, ci si suicida (3 suicidi negli ultimi anni) Si muore proprio perche’ non c’e’ stato ancora abbastanza caos mediatico da convincere l’Italia ad aiutarci!!! Quindi ben venga l’esposizione mediatica. E’ vero che si muore.

  5. Hetta ha detto:

    Gentile Dott.Rossi, le sue competenze in materia sono alquanto limitate, e un medico come lei dovrebbe rimettersi a studiare a fondo.
    Io sono uno di quei casi con artite reattiva visibile da ecografie e risonanze magnetiche, che quando viene a ingerire cibi o bevande contenenti nickel, alluminio e altri metalli e matallodi, è tutto visibile!
    Ho perfino una encefalopatia tossica a causa di queste sostanze che quando mi intossico accidentalmente di manifesta con segni parkinsoniani.
    E quando faccio i chelanti :l’artrite reattiva scompare e il quadro migliora.
    A causa della mancanza di un protocollo per la pulizia del sangue con chelanti sono costretta a fare iniezioni di un unico chelante in commercio al Vaticano o sporadiche farmacie sparse per l’Italia.
    Quindi tampono!
    Non posso più lavorare per l’ipersensibilità a queste sostanze.
    Allora Dott. Oliviero Rossi….come la mettiamo! Studi di più!!!

  6. Valeria ha detto:

    Rimango basita nel leggere certe affermazioni.
    Conosco Camilla, eravamo ricoverate nella stessa clinica e, come lei, sono affetta da MCS.
    Si continua a parlare di “allergia” ed è errato. Trattasi di intossicazione…è ben diverso.
    Nel mio sangue e nelle mie urine sono state trovate quantità enormi di petrolio, mercurio, arsenico, cadmio, alluminio.
    Ho lavorato a contatto con stampanti (il toner è altamente tossicio) e gas di scarico ed il mio corpo un bel giorno è ceduto. Il mio sistema immunitario è completamente compromesso, (stomaco, reni, fegato e intestino danneggiati). Non tollero la presenza di qualsiasi sostanza di origine petrolchimimica, Nella clinica londinese fanno esami tossicologici molto precisi. La mia diagnosi è molto chiara. Non c’è alcuna enfasi sul caso di Camilla. Di MCS si può morire.

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