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Allergeni segnalati nei menu per la sicurezza alimentare

allergie e intolleranzeBuone notizie sulla sicurezza alimentare e allergie: dal 13 dicembre, con l’attuazione del Regolamento dell’Unione Europea 1169 del 2011 è obbligatorio inserire nei menù la presenza di allergeni. Ciò è stato giustamente salutato come un importante passo avanti per l’Italia, dove una persona su 4 soffre di allergie; di queste, l’8% è affetto da allergie alimentari. Si stima che tra il 2 e il 4% della popolazione adulta e l’8% dei bambini sia colpito, percentuali che gli studi scientifici danno in continuo aumento. Circa 2 milioni di pazienti in Italia, 570.000 con meno di 18 anni, hanno accolto dunque con soddisfazione il riconoscimento di una norma di civiltà in favore del soggetto allergico e dell’inclusione sociale.

Non solo l’allergia alimentare è sempre più diffusa, ma sono in aumento i casi gravi e, di conseguenza, i ricoveri in Pronto Soccorso.
FederASMA e ALLERGIE Onlus hanno salutato favorevolmente questo passo avanti nella sicurezza alimentare a favore di una migliore qualità della vita dei pazienti allergici. La norma, infatti, rende obbligatoria per tutti coloro che operano nel settore alimentare (ristoranti, mense, bar, pasticcerie, ospedali…) l’indicazione nei menù della presenza di allergeni nei cibi destinati al consumatore finale.

Pare però esserci un problema denunicato da L’Espresso in un articolo in cui sostiene che non ci sia un decreto che preveda sanzioni per chi non si adegua alla norma e questo rischia di essere un boomerang.

L’etichettatura degli alimenti è un’opportunità per i soggetti allergici e per la stessa ristorazione che, così facendo, dimostra trasparenza e serietà e un’ulteriore modo per esaltare l’ottima qualità dell’offerta italiana, oltre al fatto che contribuisce a scongiurare il pericolo, sempre molto concreto, di crisi anafilattiche con esiti fatali.
Chi è soggetto ad allergie ed intolleranze finora si è mosso “fai-da-te” per mangiare fuori casa, telefonando prima al ristorante per capire se avesse un menu “a prova di allergia” o con il passaparola. Nel 2015 bisogna però fare rete, è anche una questione di civiltà includere le persone invece che escluderle, anche in queste cose, che sono irrilevanti per chi non vive il disagio, mentre sono decisive per chi è allergico.

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