logo

Allarme West Nile in Veneto: il professor Zeno Bisoffi invita alla calma

professor zeno bisoffiIn Veneto c’è un presunto “allarme epidemia” rispetto ad alcuni casi di contagio per la Febbre del Nilo Occidentale, la West Nile, diffusa dalla zanzara Culex. Su questo tema interviene oggi il prof. Zeno Bisoffi, un’autorità sul campo in quanto alla guida del Dipartimento di malattie infettive e tropicali dell’Ospedale Sacro Cuore di Negrar (Verona) che poche settimane fa ha ottenuto il riconoscimento di Irccs proprio per queste discipline, professore associato all’Università di Verona, già presidente della Società italiana di Medicina tropicale e della Federazione delle società europee di medicina tropicale e Salute internazionale.
Ebbene, dice il prof. Bisoffi, “niente panico, fa più danni l’influenza e chi è colpito dalla West Nile non è contagioso”; inoltre, aggiunge, “si tratta di casi molto contenuti a livello numerico, probabilmente aumentati per il clima degli ultimi mesi che ha favorito lo sviluppo delle zanzare vettori del virus”. “Il Veneto – chiarisce il prof. – è l’unica regione d’Italia a monitorare sistematicamente la diffusione del virus diffuso dalla zanzara Culex, per questo si segnalano più casi rispetto alle altre regioni”.
Come difendersi quindi dal possibile contagio? “In tutti i comuni veneti dove sono stati trovati focolai di zanzare infette, sono in corso sistematici interventi di disinfestazione” sottolinea il professor Bisoffi. “Nelle zone ad alta densità di zanzare, anche le misure di protezione individuale – aggiunge – come ad esempio l’uso di repellenti cutanei e le zanzariere, contribuiscono a diminuire il rischio”.
A riguardo del contagio il professore specifica: “Una persona infetta non è contagiosa; nemmeno un cavallo infetto. L’unica fonte di infezione sono gli uccelli migratori, che purtroppo se ne infischiano delle leggi sull’immigrazione”. Statisticamente, su 250 persone che acquisiscono l’infezione di West Nile dalla puntura di zanzara Culex 200 non avranno nessun sintomo; 49 avranno una febbre simil-influenzale (ma in stagione estiva); e solo una svilupperà la forma grave meningo encefalica.
Quindi “niente panico” raccomanda il direttore dell’Unità operativa di Malattie Infettive e Tropicali dell’Ospedale di Negar: “Anche in quest’anno molto particolare, l’influenza avrà fatto probabilmente alla fine del 2018 molti più danni della West Nile, eppure non fa notizia. Per West Nile non esiste ancora un vaccino umano, ma per l’influenza sì”.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.