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Alimentazione, tutti i numeri dello spreco

alimentazione sprechiBenessere e salute sono concetti che ci riguardano ed è bene che tutti noi pensassimo, oltre alla nostra, al benessere e alla salute altrui. Banale dirlo, ma siamo fortunati: viviamo in un mondo così consumista che a volte perdiamo perdiamo di vista le cose più importanti. Ci rendiamo conto che andiamo ben oltre i nostri bisogni, sprecando molto, cibo compreso.
I numeri sono impietosi e descrivono una a tendenza imbarazzante: di ogni piatto preparato un terzo va nella pattumiera. Ogni europeo spreca in media ogni giorno 748 calorie di cibo prodotte, ma non mangiate. Ogni italiano spreca in un anno cibo per un valore di 800 euro.
Occorre prendere provvedienti e l’Italia e Milano, con EXPO alle porte, sono in prima linea. Il concorso #FoodSavingBec promosso dall’Università Bocconi va in quest’ottica e cerca idee per salvare il cibo dalla spazzatura e darlo a chi ne necessita. Per questa iniziativa dedicata agli studenti universitari c’è tempo fino a giugno.
Radici e tuberi con il 63% sono a capo della triste classifica per tipologia alimentare dei cibi buttati via, seguono frutta e verdura e cereali. Nord America e Oceania sono i più “spreconi”, ma ciò non ci assolve, anche noi facciamo la nostra parte purtroppo.

E’ paradossale che in un mondo in cui molti non hanno garantito il pasto giornaliero, ci sono percentuali spaventose di sprechi e obesi. Ogni anno 36 milioni di persone muoiono per cause collegate alla mancanza di cibo, 29 milioni invece per eccesso di cibo!
E’ la doppia faccia della stessa medaglia di un pianeta in cui le disparità continuano e il modello di sviluppo, così com è, è ormai al collasso.

Tutto questo ha un impatto ambientale e socio-economico: 750 miliardi di dollari vengono spesi per produrre tutto il cibo che viene sprecato ogni anno. Per produrre cibo che nessuno mangerà vengono sprecati 14 milioni di silometri quadrati di suolo, una superficie più grande del Canada, 250 kilometri cubi di acqua, 500 kilogrammi di Anidride Carbonica a persona per ogni abitante del mondo.
Detto ciò, bisogna alimentare le coscienze per cambiare mentalità, considerando che siamo troppo consumisti e spreconi, le realtà del terzo mondo sono molto più vicine di quanto pensiamo e il nostro pianeta è solo uno.

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