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Aids: un virus sempre più sottovalutato

aidsSecondo le ultime indagini l’Aids è sempre più sottovalutato. L’eco mediatico è sovraffollato dalle nuove epidemie, come l’influenza suina, mentre sono in calo le notizie e le informazioni circa virus sempre pericolosi come l’Hiv. Salgono di conseguenza i casi di infezione segnalati quando ormai è troppo tardi per intervenire con le cure necessarie. In Italia i casi di Aids sono circa 140mila all’anno e ben il 39% delle diagnosi sono tardive. La paura del test è spesso una delle ragioni del ritardo nel presentarsi dal medico, ma anche la conseguente condanna morale a cui si viene spesso soggetti è una delle ragioni che tiene lontani dai laboratori.
Altri fattori che rallentano la diagnosi sono il basso livello culturale e la scarsa assistenza agli immigrati, che costituiscono una discreta percentuale dei casi di ritardata cura.
Rimandare l’esame e la diagnostica significa diventare soggetti ad altre infezioni oltre all’Aids, incorrere in problemi cardiovascolari o epatici. Ma oltre ad un rischio personale ce n’è anche uno etico-sociale: il pericolo di diffondere la malattia semplicemente perchè non si è consci di essere infetti. Quindi, se si ha il sospetto di avere contratto il virus Hiv, meglio non esitare e rivolgersi subito al medico di fiducia, che saprà ascoltare senza dare giudizi morali e avrà cura di indirizzarvi verso un esame che potrà indirizzarvi verso la giusta terapia o togliervi il dubbio e farvi riscoprire in buona salute.

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